CULTURA
  ·   Musei
  ·   Parole sul Lago
  ·   Libreria
  ·   Leggende
  ·   Concorso di Poesia


Parole sul Lago 2002




Seconda Edizione del Premio Letterario Waterman "PAROLE SUL LAGO"





1° premio, sez. Narrativa Scuole Medie Inferiori

Tonella Giada
Classe 1° A
Convitto Cesare Battisti di Lovere


La leggenda del magico lago d'Iseo


Tanti tanti tanti anni fa, nei pressi del paese di Lovere, viveva un grosso drago che si chiamava Iseo. Questo animale gigante mangiava solo sogni e stelle ed era un drago molto, anzi troppo buono. Tutti i giorni, dalle dieci di mattina alle quattro di pomeriggio, il drago Iseo faceva il suo sonnellino quotidiano russando continuamente, tanto che tutti gli abitanti di Lovere erano stanchi dei suoi modi sgarbati nei loro confronti. Decisero quindi di chiedere aiuto ai folletti dei monti, creature piccole e dotate di poteri segreti di cui nessuno era a conoscenza a eccezione di un bel gabbiano luminoso come il sole.
Dopo averli chiamati, chiesero loro di non far più dormire il grande Iseo. Essi accettarono, ma in cambio vollero, anzi, pretesero che il loro capo sposasse la più bella delle fanciulle loveresi.
La poverina era però innamorata di un giovane suo coetaneo e non era per nulla intenzionata a sposare il capo dei folletti. Piangeva dalla mattina alla sera e non si dava pace.
Anche Iseo era afflitto e soprattutto stanco dal momento che l'incantesimo non lo faceva più dormire.
Un giorno il gabbiano li vide tristi e sconsolati e ne ebbe pietà. Disse loro: "Non vi preoccupate, vi aiuterò io: conosco i poteri dei folletti e li userò contro di loro".
Così fece: la fanciulla poté sposare il giovane di cui era innamorata e Iseo poté ritornare ai suoi sonnellini, però decise di farsi perdonare dagli uomini per il disturbo che aveva dato loro con il suo russare. Pensò e ripensò a come potersi sdebitare, finché decise di formare un lago nella fossa che aveva creato con il suo peso facendo i sonnellini pomeridiani; andò a cercare dell'acqua e la portò a Lovere, così formò il lago e gli umani decisero di chiamarlo Iseo come il drago.
Il drago si rifugiò dietro le montagne dove poteva dormire indisturbato e senza disturbare dalle dieci del mattino alle quattro del pomeriggio.
Pare che ancora oggi il suo soffio si senta sul lago e sul paese.


EDIZIONE 2002

EDIZIONE 2001

RASSEGNA STAMPA



@email Informativa Cookies COPYRIGHT © 2001 - 2017 - Realizzato da Unitec Services & Web - P.IVA 01868730597