Adrara San Martino

Oltrepassata la chiesetta di S.Alessandro in Canzanica ed attraversato il piccolo ponte sul Guerna si riprende la strada principale, che a destra conduce al centro di Adrara S. Martino.
Già sede di insediamenti preistorici e romani, come testimoniati da alcuni ritrovamenti del secolo scorso, il paese ebbe un ruolo fondamentale nel periodo medievale ed il castello, del quale si scorgono solo alcuni avanzi di fondamenta sul colle Ducone, ne è una residua testimonianza.
Nella piazza del paese, che conserva ancora in parte una antica conformazione e lungo la principale via Longo, si possono ammirare antichi edifici dalle grosse pietre bianche squadrate e portali con stemmi nobiliari, ai quali sembra far da cornice la maestosa Parrocchiale dedicata a S. Martino.
La struttura della chiesa risale al ‘400, anche se la tradizione vuole che nello stesso luogo in epoca carolingia fosse già edificata una chiesa costruita sui ruderi di un tempietto romano dedicato alla Dea Diana.
Nel XVIII secolo l’edificio subì sostanziali trasformazioni, con in primo piano l’approfondimento del vano presbiteriale ed il prolungamento dell’aula. La facciata è impreziosita dalla presenza di reperti medievali incastonati e dal bel portale in pietra arenaria riccamente scolpita. Di fronte vi è un’edicola settecentesca nella quale sono inserite alcune lapidi del 1330 e 1338.
All’interno della chiesa si distinguono alcuni ottimi dipinti del XVIII secolo, tra i quali una "Immacolata" ed una "Morte di S. Martino", entrambi di Angelo Paglia (1730), oltre ad alcune tele ottocentesche come una "Madonna del Rosario" di Giovanni Carnovali detto il Piccio (1847), un "Martirio dei Santi Fermo e Rustico" di Francesco Coghetti (1868) ed una pala d’altare della "Immacolata" di Giacomo Trécourt (1847) nell’altare omonimo.
Il massiccio Campanile, in pietra albina locale con finestre ogivali all’altezza della cella campanaria è quattrocentesco.
Il Centro di Adrara S. Martino conserva tuttora un numero rilevante di costruzioni pregevoli per architettura e stile, che si rifanno a vari periodi, dal medievale al neoclassico. Merita inoltre particolare attenzione l’architettura rurale, dalle stalle sparse fra gli innumerevoli e stupendi prati, alle più antiche contrade; un patrimonio artistico e culturale, questo, che se pur classificabile come "minore" deve essere adeguatamente salvaguardato e valorizzato.
Dalla piazza si prende la via principale per Adrara S. Rocco e, poco prima di raggiungere l’abitato, su di un’altura a mezza collina a destra della carreggiata si scorge solitario il Santuario del Monte Oliveto. L’edificio fu costruito nel 1630 in luogo di un’edicola dedicata alla Madonna.
All’interno, alcuni dipinti del Sei-Settecento, con la pala centrale dell’ "Assunta" di Francesco Zucco.




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