Cologne

La zona fu abitata fin dal Neolitico. La presenza gallo-celtica è attestata dall'individuazione di una fortificazione presso il convento dei Cappuccini e dal rinvestimento di alcune tombe del sec. II a.C. Del periodo romano, resti di una necropoli d'epoca augustea e una villa con mosaici: la posizione sulla strada Milano-Verona diede importanza strategica al luogo, come mostrerebbe la torre, che sembra d'avvistamento, in località Spina, dove fu costruito in seguito un piccolo castello. Nel Medioevo il transito di pellegrini fece sorgere lo xenodochio di San Giacomo, posto alle falde del Montorfano. In località Sala (che è la traduzione germanica del latino "aula", casa signorile) furono trovate, accanto alla chiesa demolita di San Giorgio, tombe longobarde. In Sant'Eusebio (che esisteva già nel 795) c'è un frammento di pluteo del sec. VIII. La chiesa diaconale di San Lorenzo dipendeva dalla pieve di Coccaglio. La campagna fu curata dai benedettini, la cui presenza è ricordata dai nomi di alcune cappelle: l'insieme delle "colonie" costituiva forse quella corte vescovile che, nel 1158, fu assegnata in feudo ai fratelli Pietro e Lanfranco Martinengo. Nel sec. XII Cologne assistette, dalla sua scomoda posizione di confine, alle guerre tra Brescia e Bergamo. Nel sec. XIII a scontrarsi erano guelfi e ghibellini: nel 1272 i Bresciani e i milanesi Della Torre firmarono in Sant'Eusebio un atto di riconciliazione. Nel '300 fu scavata la roggia Fusia, utile per l'irrigazione e il trasporto del legname. Il castello fu conquistato dai Visconti, che dovettero cederlo a Pandolfo Malatesta nel 1405; il paese fu, come tutto il Bresciano, interessato dalle guerre susseguitesi fino alla pace di Lodi del 1454, che confermò il dominio veneto. La parrocchia diventò autonoma dalla pieve di Coccaglio nel '500. Nell'estate 1509 anche i colognesi, fedeli a Venezia, si ribellarono ai Francesi invasori. Nel '600 la peste detta del Manzoni e il passaggio di truppe straniere portarono lutti. Il '700 fu invece un secolo di relativa prosperità, a considerare dall'edificazione di ville e palazzi. Erano di Cologne il presidente della Repubblica bresciana del 1797, Pietro Suardi, e il vicepresidente Gaetano Palazzi. Il colognese Gabriele Mazzotti ebbe posto di rilievo nella napoleonica Repubblica cisalpina. Dopo la restaurazione, anche qui vi furono fermenti patriottici antiaustriaci, che nel 1821 portarono in carcere Giuseppe Martinelli: lo ritroviamo però tra gli insorti del 1849. Molti colognesi si aggregarono a Garibaldi nella seconda guerra d'Indipendenza (1859).




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