Corte Franca

Risalgono almeno all'epoca longobarda le radici delle quattro frazioni di Borgonato (citata in documenti longobardi dell'879 e del 905), Nigoline (dai re longobardi assegnata ai monasteri di Leno e di Santa Giulia in Brescia), Colombaro (presso la cascina Budrio son state trovate nel 1963 una quindicina di tombe longobarde) e Timoline (che con diploma del 3 marzo 766 Adelchi, figlio dell'ultimo re longobardo Desiderio, assegnava alla sorella Ansilperga, badessa di San Salvatore. La presenza benedettina è alla base della bonifica della zona. A Borgonato avevano beni l'abbazia di Leno (a un patrono della quale, San Vitale, fu dedicata la chiesa ai piedi della collina) e il monastero cittadino di San Salvatore-Santa Giulia, come ricorda la dedicazione a San Salvatore dell'antica chiesa, che era posta accanto al castello, ora ridotto a qualche rudere. Il borgo passò successivamente ai Cluniacensi di Provaglio e nel '400 divenne parrocchia autonoma dalla pieve di Iseo. Nei sec. VIII-IX esisteva già a Colombaro una pieve di Santa Maria. L'ultimo re longobardo Desiderio e il figlio Adelchi assegnarono le terre al monastero di Leno e poi a quello di San Pietro in monte Orsino, che avviò la bonifica continuata dai Cluniacensi di Rodengo. V'era una rocca, rafforzata nel sec. XII e probabilmente smantellata nel '400, all'inizio della dominazione veneta: nel 1610 il Lezze la ricorda diroccata e inabitabile. Assunsero importanza nella zona la famiglia Lana (a Borgonato e a Colombaro) e la famiglia Della Corte (a Nigoline). Un castello era anche a Timoline, se è vero che, con un diploma del 4 marzo 915, Berengario concede alla figlia Berta, badessa di Santa Giulia, di meglio fortificarlo scavando il fossato: nel '600 il Lezze descrive Timoline "senza castello" e dice che v'erano due fornaci da "quadrelli", mattoni. Nel 1621 nel borgo fu aperta una scuola.




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