Pisogne

La cittadina di Pisogne si trova nella parte nord del lago d'Iseo, sulla riva bresciana. Qui il fiume Oglio entra nel Sebino e da qui inizia la Val Camonica. Come per Lovere, questa sua posizione (sommata alla presenza di giacimenti di ferro) ne ha condizionato la storia e l'economia. In epoca romana, infatti, proprio da Pisogne passava l'antica Via Valeriana, fondamentale asse di collegamento tra la Val Camonica e Brescia. E fu proprio il vescovo di Brescia, nel XII secolo, a fare di Pisogne un proprio feudo, al fine di garantirsi il pieno controllo di questo importante punto di transito. L'importanza strategica di Pisogne è stata accentuata fino al secolo scorso dall'assenza, lungo la riva bresciana, di una strada costiera di collegamento. Solo nel XIX secolo, infatti, fu realizzato il collegamento via terra con Marone. Pisogne quindi si è proposta per secoli come la naturale sede dei commerci e degli scambi tra l'economia del lago e quella della valle Camonica. Se i resti di epoca romani sono piuttosto scarsi (con tracce di mura e tombe nelle località di Sovico e Pressò), di maggiore rilievo sono, come in tutta quest'area, i ricordi di epoca medioevale. In quel periodo Pisogne era un borgo fortificato che si sviluppava lungo una strada parallela al lago (ora Torrazzo e san Marco), e tutto attorno alla piazza del Mercato. Di questa antica struttura rimangono le tre porte di via Torrazzo, via Monti e via Capovilla, mentre sulla piazza del Mercato si innalza, realizzata nel XIII secolo in pietra calcarea, la torre del Vescovo. Questa piazza, che conserva l'antico nome, è ancora oggi sede di un caratteristico mercato settimanale ogni venerdì. L'ultima domenica di settembre, inoltre, vi si svolge l'antica Sagra del fungo e delle castagne. La piazza è oggi circondata da edifici per lo più risalenti al secolo scorso, in gran parte caratterizzate da portici. Comunicante a quest'area è piazza Corna Pellegrini, chiusa al fondo dalla chiesa parrocchiale di santa Maria Assunta. La chiesa di santa Maria Assunta fu realizzata nel 1799 da Gaspare Turbini, su progetto dell'architetto bresciano Antonio Marchetti. Si trova in posizione elevata e si raggiunge l'ingresso dopo avere percorso l'antistante scalinata. All'interno si trova un grande organo realizzato a metà '800 dai fratelli Sarasssi, oltre a tele e affreschi attribuiti ad artisti del medesimo periodo. Di assai maggiore interesse artistico è la chiesa di santa Maria della Neve. Costruita attorno al 1400, conserva al proprio interno splendidi affreschi del Romanino (1485-1565). Parte di un antico convento, santa Maria della Neve ha una bellissima facciata dipinta a rombi policromi, ornata nella parte superiore da archetti che proseguono a ornamento dei lati e dell'abside. Sopra il portale d'ingresso, nella lunetta, vi è un'antica scultura di Madonna con Bambino. Il ciclo interno degli affreschi, eseguiti dal Romanino nel periodo 1532-1534, raffigura la Passione di Cristo. Del Romanino sono anche gli affreschi delle volte (Sibille e Profeti) e quelli venuti alla luce pochi anni orsono nella cappella dell'Ospedale, originariamente uno dei due portici posti ai lati della chiesa. Altri interessantissimi incontri storici e culturali legati a Pisogne possono poi avvenire con brevi percorsi dal centro abitato principale.

Centro commerciale animato da scambi e mercati, Pisogne ha visto svilupparsi per molti secoli le attività legate alla lavorazione del ferro. Il maggiore centro per questa attività fu, fin dall'epoca della dominazione veneta, la frazione di Govine. Il minerale veniva estratto dalle miniere della vicina Valle del Trobiolo, mentre l'energia necessaria all'attività dei forni per la fusione era ricavata dalla cascata delle Tufere, corso d'acqua che si trova a monte di Govine e si chiama in questo modo perché le sue acque scavalcano una serie di piccole grotte. Oggi Pisogne e le sue frazioni sono centri a vocazione prevalentemente turistica, meta di visitatori e di villeggianti.




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