Rodengo Saiano

Di qui passava la strada, giÓ esistente in epoca preistorica, che usciva da Brescia a Ponte Crotte e, attraverso Gussago e Rodengo, raggiungeva Camignone, per biforcarsi poi nelle direzioni del lago d'Iseo e di Palazzolo-Bergamo. Molti i reperti d'epoca romana: un cippo miliare e diverse are funerarie e votive, oltre alle tracce (scomparse) di un ponte sulla Livorna in localitÓ Bettola. Divenne feudo forse anche prima della conquista carolingia: era di valvassori - sembra - la famiglia Rodengo, che trae nome dal luogo. Alla fine del sec. XI si costitu┤ il priorato cluniacense, che estese rapidamente la propria influenza nella zona. Documenti del sec. XI attestano la presenza di un castello a Saiano, nel luogo della chiesa di San Salvatore. Nel 1199 Rodengo fu distrutto nel corso della guerra tra Brescia e Cremona. Il castello di Saiano fu coinvolto anch'esso nelle lotte tra guelfi e ghibellini; nel 1439 lo devastarono le truppe viscontee del Piccinino e nel 1512 vi passarono i francesi. Nel 1610, quando Saiano aveva 800 abitanti, Giovanni da Lezze nel suo Catastico ricorda il castello come "rocca cinta di mura", ancora valida. Ma la ricchezza era la terra fertile, che dava da girare alle molte ruote dei sei mulini posti sopra la Seriola. Rodengo e Saiano fecero comune insieme fin dal Medioevo, ma si separarono nel '500. Furono uniti ancora nel 1812-16 e la fusione definitiva risale al 1928.




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