Capriolo

Se scarsi sono i ritrovamenti del periodo romano, sembra che le origini del paese possano farsi risalire ancor più indietro, a un castelliere preistorico. Appare citato per la prima volta in un documento dell'879 con il quale Carlomanno donava delle terre al monastero bresciano di San Salvatore. Nel 900 sorse il castello e, dentro o accanto, la prima cappella. La famiglia Lantieri di Paratico divenne feudataria del luogo, strategicamente importante per il passaggio dell'Oglio, da difendere contro le mire bergamasche (il 20 agosto 1198 fu qui firmata una breve pace tra Brescia e Bergamo). Nel 1265 i Francesi di Carlo d'Angiò espugnarono la rocca e si abbandonarono a ogni sorta di violenze per punire l'esposizione dalle mura di un soldato di Fiandra impiccato: scamparono - racconta lo storico Elia Capriolo - Ughetto, Obreste e Lotterengo de' Gozii, che ripararono a Brescia dove vennero appellati Caprioli, dal paese d'origine. Nel 1268 Capriolo cedette all'assedio dei milanesi Della Torre. Diventato veneziano, il paese restò in mano ai Milanesi del Piccinino dal 1438 al 1441. Nel 1529 i capriolesi si ribellarono alle prepotenze dei Lanzichenecchi: i contadini catturarono e gettarono in un burrone alcuni soldati. Il periodo veneto, cos´ come quello austriaco, trascorse senza eventi di particolare risonanza, se non quelli comuni a quei tempi (epidemie, carestie). L'economia era quasi esclusivamente agricola: i vini di Capriolo, celebrati già nel '400 da Taddeo Solario, furono oggetto dei versi di Giovanni Bigoni ("Reggia di Bacco in Capriolo", 1806). Nel 1894 Giovanni Niggeler ed Emilio Kupfer costruirono una filanda con 18 mila fusi, che segnò l'avvio dell'industrializzazione del paese.




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