Castelli Calepio

Castelli Calepio, con le sue numerose frazioni delle quali Tagliuno costituisce oggi il nucleo più consistente, era in passato il capoluogo della valle che ancora oggi ne porta il nome.
Il territorio, abitato già in epoche remote, fu poi sede di un "pagus" romano che da Calepio si estendeva fino a Sarnico e Tavernola; l'esistenza di un insediamento romano fu documentata dalle numerose testimonianze rinvenute in diverse località del territorio.
Come altri centri della valle assunse però rilevante importanza nel periodo Longobardo e Carolingio, quando furono erette le prime fortificazioni a difesa degli abitanti. La prima menzione documentaria è del 912 (in vico Castro Calipio), nella quale si fa riferimento ad un luogo fortificato. L'importanza di Calepio rispetto ad altri centri si consolidò poi con l'assunzione di funzioni ecclesiastiche oltre che militari ed amministrative; aveva qui sede, all'interno dell'abitato fortificato, una pieve la cui plebania doveva presumibilmente ricalcare quella dell'antico "pagus" romano.
E' partendo da questo periodo che più numerose e consistenti divengono le testimonianze che permettono oggi di ricostruire l'importanza di questo centro, divenuto agli inizi dell'XI secolo residenza e feudo dei Conti Calepio. Castel dè Conti, la prima frazione di Castelli Calepio provenendo da Sarnico, è uno stupendo ed unico nucleo affacciato su un promontorio a picco sull'Oglio, dove ancora sono conservati, lungo la principale e stretta via Conti Calepio, molti edifici civili tre-quattrocenteschi. Merita tra questi di essere segnalato un massiccio edificio in pietre squadrate del XV secolo arricchito da eleganti finestre ed archi tribolati, e poco prima un pittoresco cortile con portico ed elegante loggia (sec. XV). Poco oltre, in un'armoniosa e racchiusa piazzetta, sorge la chiesa arcipresbiterale plebana di San Lorenzo, edificata nel XV secolo in stile gotico lombardo.
E' certo che una chiesa dedicata allo stesso San Lorenzo esistesse nell'abitato già nel X secolo, e non a torto si ritiene probabile che l'edificio sorgesse in luogo dell'odierno. La chiesa attuale presenta all'interno un'ampia navata con grandi varchi ogivali e soffitto ligneo e cassettoni.
Settecenteschi sono il presbiterio e gli altari laterali, edificati e decorati secondo il gusto barocco del tempo. Modesta all'interno la dotazione di dipinti, che comprende una tela attribuita a Francesco Cavagna rappresentante il "Battesimo" ed una "Presentazione di Maria al tempio" firmata da Matteo Ignoli (sec. XVII) detto il Ravennate (conservata in canonica).
Notevole, per contro, la tribuna dell'altare maggiore, opera artigianale in legno del primo '600. A lato della canonica, che presenta una bella loggia del '500, vi è un interessante quanto raro edificio alto-medievale "Palazzetto carolingio", sec. lX-X; rinvenuto nel 1965 durante i lavori di ripristino degli edifici parrocchiali. La ristrutturazione portò alta luce tracce di muratura in pietra e finestre dai contorni stilistici particolarmente interessanti, che rivelarono poi la presenza quasi integra di un prezioso edificio storico. La costruzione, ad aula unica rettangolare e facciate simmetriche, presenta un tessuto murario ottimamente conservato e finestre con architrave a timpano che si ripetono costantemente sui quattro lati, tanto da divenire l'elemento stilistico dominante. Interessanti anche i due portali a tutto sesto che appartengono presumibilmente ad un'epoca di poco successiva (sec. Xl) a quella del palazzetto. L'interno, in parte adibito a piccolo museo, conserva numerosi reperti rinvenuti in loco.L'edificio alto-medievale di Calepio costituisce un'importante eccezione architettonica, non esistendo in Italia esempi analoghi cui si possa fare riferimento.
In fondo alla stretta via Calepio, a picco sull'Oglio, sorge il castello fatto edificare nel 1430 dal Conte Trussardo I Calepio. Un'antica fortificazione esisteva già nei secoli precedenti, pur non essendo ancora oggi identificato il luogo dove questa sorgesse. Alcune travi di una struttura difensiva sono visibili nella vicina località di Castel Rampino "Le Tombe", non è tuttavia da escludere l'ipotesi che il castello si elevasse in luogo dell'attuale, e con dimensioni forse maggiori.

L'attuale costruzione, che subì a più riprese le vicissitudini belliche della contesa tra Venezia e Milano, presenta caratteristiche architettoniche di epoche diverse: si possono ascrivere all'originario maniero, il portale d'ingresso, il torrione e la cinta merlata, mentre la struttura interna è quasi interamente frutto di rifacimenti eseguiti nel XVI e XVII secolo. Tra questi anche l'annessa cappella costruita alla fine del '600, dove sono conservate le spoglie di San Celestino Martire, e la bella "sala dei fiori" dalla volta a padiglioni riccamente affrescata. Sullo spalto a sud sporge un giardino a terrazzo con suggestivo scorcio sulla valle dell'Oglio e sulle colline circostanti.
Appena fuori dall'abitato, sulla prominenza di un piccolo rilievo detto "Broseto" è stata recentemente ricostruita una Cappella (in singolare contrapposizione architettonica tra antico e moderno) sulle macerie di una piccola pieve cristiana edificata a sua volta nel IV secolo d.C. sulle rovine di un tempietto pagano. Era questo il primo luogo di culto con annessa fonte battesimale edificato in valle Calepio dopo la diffusione del Cristianesimo. All'interno sono stati riposti due affreschi quattrocenteschi raffiguranti l'uno "Crocifissione", e l'altro una "Deposizione".
Sul colle che sovrasta l'abitato di Castel dè Conti sorge il minuscolo nucleo di "Bognatica" o "Bognanga", con il Santuario della Beata Vergine. L'interno della chiesa si distingue per un grande affresco quattrocentesco (parete laterale sinistra) che raffigura la "Madonna in trono con Bambino e Santi".
Nella vicina frazione di Tagliuno sulla provinciale verso Bergamo poco dopo Castel dè Conti, sorge la settecentesca Parrocchiale di 5 Pietro, dove sono conservate numerose e pregevoli opere. Sono da segnalare una "Madonna con Bambino" di G. Battista Moroni, alcuni affreschi di Carlo Carloni (particolarmente interessanti quelli sulla volta del presbiterio) ed una tela dello stesso dietro l'altare maggiore raffigurante un "Martirio di San Pietro". Inoltre una pala con "Madonna e Santi" di Carlo Ceresa ed una "Madonna" di Francesco Capella. Sulla parete sinistra, vi è il pregevolissimo pulpito, opera lignea intagliata da G. Battista Caniana e il mascherone-mensola sottostante di Andrea Fantoni, alla cui bottega sono pure ascrivibili un crocifisso e i banchi presbiteriali. La venerata statua della "Madonna delle Vigne" è di Giovanni Antonio Sanz. Tra gli arredi sacri è da segnalare una croce astile laminata in rame del XV secolo.
Nell'abitato vi sono alcuni ruderi perimetrali di base, ed un avanzo di torre appartenuti da un antico castello, le cui strutture sono scomparse per le molte trasformazioni subite; oggi è abitazione rustica.
Una breve quanto consigliata disgressione dalla via principale della valle Calepio conduce alla frazione di Cividino (al semaforo nella piazza di Tagliuno piegare a sinistra per pochi km), dove si può ammirare la romanica chiesetta di San Giovanni Battista (via della Repubblica). L'edificio, a navata unica e monofore alle pareti laterali, si distingue all'interno per i molti affreschi del XIII, XIV e XV sec. Sotto l'altare, in parte ricoperto da un cristallo, è evidenziata la base dell'abside quadrata appartenuta ad una chiesa precedente (VIl-IX secolo). Si distinguono, per la perfezione di stile e per l'ottima conservazione, l'abside e il campanile.
Sempre a Cividino, poco lontano dalla chiesa di San Giovanni, sorge il cinquecentesco Santuario di Santa Maria delle Grazie, meta costante di fedeli.




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