RUBRICHE
  ·   Mondo  Lavoro
  ·   Ricette
  ·   Cinema
  ·   Meteo
  ·   Il Vangelo di Callisto
  ·   Auto e Motori

 


IL VANGELO DI CALLISTO
IL PENSIERO DEL DÌ DI FESTA

27 Domenica ordinaria - 13 Luglio
Marco 6,30-34

C'è qualcuno che prega anche per noi

Qualcuno leggendo il vangelo di sabato scorso dove proponevo un apostolato a domicilio avrà potuto anche pensare: ''ma essere cristiani convinti non vuole dire vivere un po' appartati, chiusi nel silenzio nella preghiera, imitare quelle suore o quei monaci che passano la loro vita in meditazione?''
E qualcun altro invece, leggendo queste parole, potrebbe rivolgermi quella domanda che ho sentito molte volte: ''ma che senso hanno le suore di clausura?... Gli eremiti, tutti coloro che vivono in solitudine?… Non sono socialmente utili, ma anche religiosamente e spiritualmente, che cosa fanno?''...

Nel versetto 31 del capitolo 6 di Marco Gesù dice:

''Venite in disparte in un luogo solitario
e riposatevi un po'
''.

Gli apostoli infatti avevano bisogno di riposo dopo essere stati a predicare sulle piazze e dopo essere entrati in tante case a portare la parola del Signore. E avevano bisogno, non soltanto di un riposo materiale, ma soprattutto di un riposo spirituale, di silenzio. Di concentrazione, di un lavoro di verifica.
Per questo il Maestro li invita a un ritiro spirituale predicato da Lui e li conduce con se per un momento di tranquillità e di riposo.

Da queste considerazioni ecco alcuni interrogativi: è costruttivo il silenzio, è positiva la solitudine?...
Iniziamo rispondendo che tutti noi abbiamo bisogno di ritiro e di riposo; infatti quante persone, come me, immerse in un'attività frenetica, sentono il bisogno ogni tanto di ritirarsi, di rimanere soli nel silenzio più assoluto, senza la corrispondenza da dover aprire tutte le mattine, senza il telefono al quale dover rispondere più volte al giorno, senza appuntamenti, corse a destra e a sinistra e anche senza funzioni religiose da celebrare magari una dietro all'altra!...

Io vi dico francamente che se ogni tanto non potessi ritirarmi da solo a riflettere, a pensare e a meditare, a riposarmi anche fisicamente, non potrei continuare una vita abbastanza stressante, anche se molto gratificante.
Per me un momento importante è la sera, quando tutto tace, quando i telefoni ormai hanno cessato di squillare e i campanelli di suonare; allora è bello potersi ritirare un momento nella solitudine della propria stanza, nella penombra della chiesa per pregare, per riandare a ciò che è capitato durante la giornata e ringraziare il Signore per quello che c'è stato di bello e buono, e chiedergli perdono se alle volte, per la fretta, per la furia, per l'impazienza abbiamo mancato verso i fratelli e quindi verso di Lui.

Ma vi è anche un altro interrogativo che merita risposta: che senso ha la vita claustrale dove uomini e donne si ritirano nell'assoluto silenzio e nella continua preghiera?...
Non dimentichiamo che il cristianesimo ha una duplice dimensione, una verticale che risponde all'esigenza del primo ed assoluto comandamento:

''Amerai il Signore
con tutto il cuore
con tutta la tua anima
con tutta la tua mente
''

e l'altra orizzontale:

''Amerai il prossimo tuo
come te stesso
''.

Molti di noi si sforzano di amare il prossimo perché vedono in questo prossimo il volto di Dio; questo sforzo è proficuo, è fonte di benedizione, è un rito religioso profondamente cristiano.
Ma quanti di noi si ricordano che nella loro vita cristiana devono dar spazio anche alla dimensione ascensionale, devono camminare anche verso l'alto e parlare anche con Colui che è la Parola, devono amare colui che è l'Amore?...
E vero, troppi cristiani confondono il cristianesimo con un umanesimo, togliendogli quella dimensione verso l'Assoluto che è tipica di ogni religione e propria di ogni uomo veramente religioso.

E siccome noi, uomini moderni troppo indaffarati, diamo poco peso a questa dimensione, permettiamo almeno che altri lo facciano per noi, che altri preghino per noi, e siano capaci di contemplare - anche a nome nostro - le meraviglie spirituali che loro sanno leggere nei segni dei tempi, nel cuore degli uomini, nella parola del Signore.

Meditate e studiate anche per noi, suore e monaci di clausura!...
Se il mondo non avesse questi uomini e donne che popolano ancora le oasi di pace, e gli alti luoghi dello spirito, sarebbe certamente più povero!
Come abbiamo bisogno delle centrali elettriche per illuminare le nostre case, così abbiamo bisogno di queste centrali di spiritualità per irrorare ed illuminare la nostra società.

Ricordo che quando ero giovane novizio nel conventino del Bigorio si andava in coro a mezzanotte, allora si accendevano le luci di quel romitorio e parecchia gente della Capriasca diceva: ''quando noi usciamo dai ristoranti e dalle osterie e vediamo le luci accese del convento di Santa Maria sappiamo che i frati lassù, in quel momento, dalla mezza fino alla una, pregano per noi''.


@email Informativa Cookies COPYRIGHT © 2001 - 2017 - Realizzato da Unitec Services & Web - P.IVA 01868730597