RUBRICHE
  ·   Mondo  Lavoro
  ·   Ricette
  ·   Cinema
  ·   Meteo
  ·   Il Vangelo di Callisto
  ·   Auto e Motori

 


IL VANGELO DI CALLISTO
IL PENSIERO DEL DÌ DI FESTA

28 Domenica ordinaria - 20 Luglio
Giovanni 6,41-45

Cinque pani, due pesci... e molto impegno!

Se vi é un miracolo ripetuto parecchie volte nei quattro vangeli é quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci, e mi sembra di aver gia scritto che questa ripetizione denota l'importanza che la Chiesa primitiva dava a questo segno.
Oggi non voglio commentarlo come fatto soprannaturale, ma vorrei cogliere una frase, quella che l'apostolo Andrea disse a Gesù quando s'accorse che la folla aveva fame:

''C'e qui un ragazzo
che ha cinque pani d'orzo
e due pesci;
ma che cos'e questo
per tanta gente
''?

C'e un ragazzo, e noi sappiamo che i ragazzi presso il popolo ebreo non godevano di molta considerazione e di molta stima.
La mamma di quel fanciullo lo aveva provveduto del suo pasto quotidiano sapendo che andava ad ascoltare il Maestro.
Lo ha lasciato partire perché si sfamasse della Sua Parola, ma con quella previdenza che è tipica di ogni mamma gli diede anche il cibo per sfamare il corpo.

Quel ragazzo poteva tenersi per sé quei pani e quei pesci, ma li mostrò agli apostoli quasi per dire: ''Se io posso fare qualche cosa, ecco il mio pranzo''. Rispose Gesù: ''Fate sedere questa gente''.
Poi prese i pani e dopo aver reso grazie li fece distribuire a quelli che erano seduti e lo stesso fece coi pesci, finché ne vollero.
La generosita del ragazzo offrì la materia prima per sfamare tanta gente.
Forse - se non ci fosse stato quel ragazzo generoso - non ci sarebbe stato quel segno strepitoso!

Ricordo spesso ai ragazzi della mia Comunità, questo brano evangelico, dicendo loro: ''Voi che avete tutto, voi che possedete molte cose - certamente più di cinque pani d'orzo e due pesci - siete altrettanto capaci, come questo ragazzo evangelico, di condividere quello che avete con gli altri?... Di creare comunione, non soltanto con le parole, ma con le cose?... ''
Non ha senso, a mio modesto avviso, preparare i bambini alla Prima Comunione dove ricevono il Corpo di Cristo, se prima non li prepariamo alla comunione con gli uomini, cioè a servire il Corpo di Cristo, distribuendo generosamente quello che hanno agli altri.
Lo sappiamo, i bambini, i ragazzi, di natura loro sono piuttosto egoisti, ed é difficile far capire l'importanza della condivisione e distribuzione dei propri beni.
Al massimo sono capaci di offrire qualche giocattolo che non usano più, qualche vestito smesso perché fuori moda, qualche soldino nella busta del sacrificio Quaresimale.

Ma non recriminiamo contro i ragazzi e i bambini, domandiamoci piuttosto: noi adulti che cosa sappiamo distribuire?...
In che modo sappiamo prendere sul serio il comandamento evangelico: ''amerai il prossimo tuo come te stesso'' così da offrire agli altri le stesse possibilità che abbiamo noi?... Sappiamo distribuire il nostro tempo, il nostro interesse, il nostro affetto, la nostra capacità di ascolto, il nostro aiuto concreto?...
Oppure ci accontentiamo, ogni tanto, di mandare dei soldi alle missioni estere o a qualche associazione?...
Crediamo forse di onorare i nostri defunti perché mettiamo - per gli altri - sull'avviso mortuario ''non fiori ma opere di bene'', ma poi non facciamo nulla in prima persona per ricordare il loro nome?... E ci impegniamo - per esempio - ad offrire qualche cosa di molto importante, di molto concreto, a chi soffre?... Ci impegniamo - anche finanziariamente - ad alleviare il dolore degli ammalati, la disperazione dei tribulati?
Questo ragazzo del vangelo ci ha offerto un grande insegnamento: ha dato tutto quello che aveva!

Io esorto sempre a non prendere l'annaffiatoio come mezzo per aiutare le attività caritatevoli e sociali. Una famiglia, invece di distribuire a dieci opere di beneficenza, potrebbe sceglierne una sola e impegnarsi regolarmente ad aiutarla.
Mi direte: ma così altre associazioni, altre opere di beneficenza, altre missioni resterebbero a bocca asciutta!...
Non lo credo; se tutte le nostre famiglie prendessero il padrinato di un'unica opera ricercandola soprattutto in quelle che hanno più bisogno, in quelle che hanno meno forza pubblicitaria, fra quelle che non spendono per i viaggiatori ambulanti che sanno presentare i bisogni attraverso filmini e diapositive o conferenze magniloquenti, farebbero opera saggia e generosa!
Si tratta, per esempio, di privilegiare quelle iniziative sorte per merito di persone del proprio paese che, trasportate da ferrea volontà e entusiasmo, sono partite per terre lontane. Oppure quelle conosciute attraverso situazioni particolari, come la malattia di un proprio caro.
Così facendo molte opere riceverebbero, meno gocce e più pioggia di beneficenza.

Sì, il ragazzo del vangelo ci offre dunque un grande insegnamento; cinque pani e due pesci sono sufficienti per sfamare l'umanità!
A condizione però che questi cinque pani e due pesci si moltiplichino nelle mani di cinquemila ragazzi che distribuiscono quello che hanno, e di cinque, dieci, cento milioni di persone che sanno essere generose nel nome di Cristo, o anche soltanto nel nome dell'uomo che ha bisogno... nel nome di tanti "poveri cristi".


@email Informativa Cookies COPYRIGHT © 2001 - 2017 - Realizzato da Unitec Services & Web - P.IVA 01868730597