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IL VANGELO DI CALLISTO
IL PENSIERO DEL DÌ DI FESTA

29 Domenica ordinaria - 27 Luglio
Giovanni 6,24-35

Che pane cerchiamo?...

Iniziamo domani nelle chiese a leggere il lungo discorso che Gesù rivolse alla folla che voleva farlo re dopo l'episodio della moltiplicazione dei pani.
La reazione della gente è comprensibile di fronte ad uno che distribuisce gratuitamente da mangiare a tutti!... Ma Gesù sarebbe diventato il "re della pagnotta", perciò si sottrae al loro equivoco entusiasmo e in seguito prende la parola per chiarire:

''Voi mi cercate
non perché avete visto dei segni,
ma perché avete mangiato di quei pani
e vi siete saziati.

Procuratevi non il cibo che perisce,
ma quello che dura perl a vita eterna,
e che il Figlio dell'uomo vi darà.

Perché su di Lui, il Padre, Dio,
ha messo il suo sigillo
''.

Queste parole chiare per chi le ha dette, non furono altrettanto chiare per chi le ha ascoltate, ma forse non lo sono nemmeno per noi.
Gesù voleva dire: voi mi cercate, ma non avete capito che cosa vi suggeriva - riguardo alla mia persona - quel segno miracoloso che io ho compiuto!
Quello che dovete fare non è di rincorrere un cibo che perisce, ma di riconoscere nel segno che io ho compiuto il fatto che il Padre mi manda come suo inviato. Credete in me, ecco che cosa dovete fare!...

Credere in Lui?...
La folla è stupefatta: ha saziato la loro fame, è vero, ma come può pretendere di saziare anche il loro cuore?... Di riempire anche la loro vita?...
Tanto più che il pane moltiplicato era solo di orzo, e non era il pane piovuto dal cielo come la manna invocata da Mosè.

A questa obiezione Gesù rispose:

''In verità, in verità vi dico:
non Mosè vi ha dato il pane dal cielo,
ma il padre mio vi dà il pane dal cielo,
il pane vero.

Il pane di Dio
è colui che discende dal cielo
e dà la vita al mondo
''.

Allora i suoi ascoltatori certamente non disinteressati gli dissero: ''Signore, dacci sempre di questo pane''. A questa domanda Gesù rispose:

''Io sono il pane della vita;
chi viene a me non avrà più fame
e chi crede in me non avrà più sete
.

Gesù dunque disse: ''lo sono il pane della vita''.
Ecco finalmente la grande affermazione, la rivendicazione suprema, la verità che Gesù voleva rivelare alla folla attraverso il segno della moltiplicazione dei pani.

Mentre nell'Antico Testamento la Sapienza diceva: ''Quanti si nutrono di me avranno ancora fame'', Gesù ora può affermare: ''Chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete''.
Se dunque avete fame di qualcosa di diverso dal pane, se avete dentro di voi una sete insopprimibile, non limitatevi ad aspettare da Gesù un cibo che perisce. Egli può darvi cibo e bevande eterne!...
Concetti forti, frasi ricche di significato.

Mi accorgo però che queste frasi forse sono appropriate per chi va a Messa e domani sentirà questa pagina di vangelo.
Ma a chi, pur non andando a Messa, forse legge i miei "Pensieri", forse tutti i sabati, possono dire ugualmente qualche cosa questi versetti evangelici?...
Penso proprio di sì; perché ci sono parecchie persone che pur non andando a Messa hanno fame e sete di verità. Mentre tra i praticanti troppi chiedono a Cristo solo favori materiali.


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