Gli Uccelli

Il popolamento animale che si è maggiormente conservato, è quello degli uccelli; di essi si può ipotizzare la scomparsa solo di poche specie nidificanti. Non si esclude che sulle rupi, attorno al lago d'Iseo, verso il 1600 sia vissuto l'ibis eremita (Geronticus eremita).
Quest'uccello, che era segnalato da Gesner (1555) per il Lago Maggiore, probabilmente ha nidificato nei pressi dei maggiori laghi insubrici fino al 1700.
Realisticamente bisogna ammettere che l'attività umana sul territorio ha inciso in modo indiretto, ma decisivo, sull'impoverimento della fauna selvatica rispetto alle origini, in quanto ha la responsabilità di aver modificato o distrutto gli ambienti ai quali è legata la vita degli animali.
Fluttuazioni e variazioni faunistiche accompagnano i mutamenti delle attività produttive legate alla terra; ad esempio, la riduzione o la cessazione dell'allevamento bovino ed ovino ha influito significativamente sulla fauna selvatica che, in qualche modo, era legata alla vita degli alpeggi ed alle praterie da fieno e da pascolo.
La stessa riappropriazione boschiva dei terreni abbandonati, se per un lato risulta positiva in quanto aumenta la naturalità del territorio, dall'altro, riducendo gli ambienti di "margine", cioè di passaggio dalla prateria al bosco, cancella habitat notoriamente molto ricchi di flora e di fauna.
Agli uccelli stanziali e migratori, il Sebino offre due splendidi ed ospitali "ambienti umidi": la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino (istituita nel 1983, con legge regionale n.86, sul territorio dei comuni di Iseo, Provaglio e Cortefranca) e, nella parte settentrionale del lago, il Parco avifaunistico della Foce dell'Oglio, sul territorio comunale di Costa Volpino.
In particolare, nelle Torbiere del Sebino, definite dal Centro Nazionale delle Ricerche (CNR) "biotopo di eccezionale interesse" e, per la Convenzione di Ramsar, "area di interesse internazionale per l'avifauna migratoria", nidifica una sorprendente varietà di specie palustri, come l'airone rosso, il cannareccione, il cigno reale,la folaga, la gallinella d'acqua, il germano reale, la marzaiola, il migliarino, la nitticora, il pendolino, lo svasso maggiore, la schiribilla, il tarabusino, l'usignolo di fiume, il falco di palude ed il martin pescatore.
D'inverno ed in primavera, si possono osservare, movendosi con quella cautela e silenziosità, in quanto il rumore disturba ed allontana gli animali, aironi cinerini, garzette, morette, moriglioni, fischioni turchi, alzavole, mestoloni, codoni ed altri anatidi.
Questi "ambienti umidi" sono dei preziosi "sacrari" della natura sebina, delle aree di rifugio delicate che danno la misura dell'eccezionale biodiversità del territorio, peraltro già constata per la vegetazione.
Anche il lago, nel suo insieme, è un ambiente di elezione per alcuni uccelli acquatici. Sullo specchio d'acqua antistante le coste si può infatti scorgere spesso il germano reale e anche lo svasso maggiore, che è uno dei volatili nidificanti più numerosi del Sebino. Abituato al contatto con l'uomo, il cigno reale è inconfondibile per le sue dimensioni e per la livrea bianca.
Di tanto in tanto, là dove le ripide coste concedono spazio a spiaggette orlate da canne e giunchi, trovano riparo le folaghe e le gallinelle d'acqua mentre sugli steli più alti prende posto la cannaiola per lanciare il suo inconfondibile canto.
La forte presenza umana diffusa su quasi tutte le coste accessibili del lago, ha cancellato gli habitat che avrebbero potuto ospitare una ben più ricca fauna di uccelli, paragonabile a quella presente nelle "lame" delle torbiere o alla foce dell'Oglio camuno.
Tutto questo rende evidente l'importanza e la necessità del rispetto delle zone umide menzionate che possono accogliere questi animali assicurando loro un futuro. Tuttavia, anche se in misura diversa, i rilievi e le vallate del Sebino offrono numerosi motivi di interesse per l'incontro di altre specie di uccelli, che per loro natura prediligono i boschi, le siepi o la campagna.
Gli amanti del bird-watching non avranno difficoltà a riconoscere cardellini, peppole, fringuelli, cesene, zigoli e frosoni dalla elegante e colorata livrea, come pure a scorgere l'apparire improvviso della poiana, che vola alta e maestosa in cerca di prede sia sulle coste del lago che all'interno delle vallate.
Sul territorio sebino nidificano un'ottantina di specie di uccelli, pari ad oltre la metà dei volatili nidificanti nella Bergamasca. Tra i rapaci, spiccano il falco pecchiaiolo e il nibbio bruno, di cui sono presenti cospicue popolazioni. Tra i rapaci notturni, è da rilevare la presenza del gufo reale, ritenuto raro in provincia di Bergamo e in generale in Lombardia. Alcune specie di passeriformi, come il canapino, l'occhiocotto, la sterpazzola, il passero solitario e l'ortolano che vivono nei boschi caldi e presso le praterie assolate ed asciutte, conferiscono al popolamento degli uccelli un'impronta quasi mediterranea.
D'estremo interesse è la presenza dello strillozzo che vive elettivamente nei vecchi castagneti. Sono rappresentate anche le specie legate alle fustaie mature, come il raro picchio rosso maggiore, l'upupa, il picchio muratore e il rampichino.
Tra le specie nidificanti che vivono sulle parti più elevate dei rilievi sebini, ricordiamo il rondone maggiore, la rondine montana, il regolo, il luì verde, il beccafico, il tordo bottaccio, il prispolone, il culbianco, lo stiaccino, la passera scopaiola, il fanello e lo zigolo muciatto.


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