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Sovere - Santuario Madonna della Torre

Il Santuario della Madonna della Torre può ben figurare tra i più belli, oltre che tra i più antichi, della diocesi di Bergamo, che pure di santuari rinomati ne conta molti. Già la denominazione del Santuario rimanda a tempi remoti, quando le torri fortificate erano parte dei sistemi di difesa. Anche Sovere ne vantava più d'una, ancora in parte visibili. Dall'altura, sulla quale sorge oggi il Santuario, con ogni probabilità una torre dominava la valle Bortezza, a presidio dell'importante via di comunicazione che la percorreva e delle popolazioni ivi insediate.

Non sappiamo quando il Santuario fu edificato. In uno scritto del 1169 il papa fa donazione al vescovo di Bergamo della chiesa di Santa Maria della Torre e dei beni in sua dotazione. È presumibile che la chiesa avesse una sua storia consolidata prima di quella data. Non meraviglia che non ce ne sia pervenuta la documentazione, se si tiene conto delle distruzioni cui andarono soggetti gli archivi nel corso dei secoli.

A partire dagli inizi del 1600 si provvide al rifacimento radicale del vecchio santuario su disegno del tutto nuovo. Ne risultò un capolavoro di architettura. L'interno a tre navate, sostenute e divise da quattro colonne, è un'autentica pinacoteca, ricca di bellissimi dipinti, alcuni dei quali di assoluto valore. Incantano l'armonia delle volte edell'abside, i fregi e gli stucchi dorati che le decorano, gli intagli e le sculture del coro e della cantoria, la cura minuziosa di ogni dettaglio. L'altare maggiore, in marmo policromo, modellato e decorato a intarsio da Fantoni, è sormontato al centro dalla piccola tribuna con l'affresco che ritrae la Madonna dal volto dolcissimo, il capo appena inclinato, nell'atto di dare all'annuncio dell'Angelo l'assenso, col quale Ella accetta di diventare la madre del Redentore, e le braccia delicatamente incrociate sul petto, come a volere proteggere il Figlio che già porta in grembo.

Ignoriamo come si presentasse in origine il dipinto. Faceva forse parte di un affresco più grande, che riproduceva la scena dell'Annunciazione e del quale i nostri antenati ci conservarono solo un particolare, per loro di tanta forza espressiva, pur nella sua semplicità, da farne il cuore del Santuario che vollero dedicare alla Madonna. I numerosi ex voto, molti dei quali tappezzavano le pareti della cappella detta dell'Angelo, sulla strada per il Santuario, comprovano, accanto alle ben più numerose attestazioni gelosamente custodite nel segreto delle coscienze, la fiducia sempre premiata che da secoli i Soveresi ripongono nella loro Madonna.

La stessa ferma fiducia convinse, più di mille anni fa, a intitolare a Maria la chiesa eretta dove prima si ergeva una torre fortificata. Maria divenne la nuova torre di difesa, sotto la quale i nostri padri intesero trovare rifugio, incoraggiando anche noi a seguirne l'esempio. È la stessa fiducia che ha ispirato la più antica preghiera mariana, ancor oggi tra le più belle e in singolare sintonia con le attese di quanti accorrono al Santuario della Madonna della Torre: "Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta".


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