Itinerari e percorsi

Fra Sebino e Valtrompia (223)

  • Cislano-Guglielmo percorso ad anello sulla montagna che domina Zone
    Sfogliando le pagine del bellissimo libro fotografico "Guglielmo: il monte sul tetto" di Franco Solina non può non venire la voglia d'andare immediatamente a fare una bella sgambata sulla cima della panoramicissima montagna di casa. Non c'è che l'imbarazzo della scelta tra gli innumerevoli sentieri segnalati che salgono da ogni versante. L'itinerario di oggi si snoda su sentieri molto conosciuti: è un anello un po' Le Piramidi di Zonelungo ma molto divertente, segnalato e frequentato. Si parte dai pressi di Cislano. Appena dopo Cislano, sulla strada Marone-Zone, si trova a destra uno spiazzo dove parte la stradina per Croce di Marone: si percorre a piedi la lunga e un po' monotona sterrata che supera la Forcella di Gasso e raggiunge il rifugio Croce di Marone. Sin qui sarebbe possibile giungere anche in automobile ma ci sarebbero poi problemi a riprendere il mezzo una volta completato l'anello.
    Dal rifugio si prosegue sulla stradina sterrata, ora chiusa al traffico, per abbandonarla al primo tornante imboccando un sentiero segnalato in biancazzurro che sale nel bosco e che, più in alto, rispunta sulla stradina nei pressi della cascina Malpensata. La si attraversa e si sale per un sentiero lungo un erboso e panoramico crinale sino a Malga Guglielmo di Sotto, dove si trova una fontana d'ottima acqua fresca.
    Si sale lungo la strada (consigliato approfittare d'alcune scorciatoie) sino a Malga Guglielmo di Sopra e quindi, per una valletta, si sale al rifugio Almici in un paesaggio che reca i segni delle recenti ferite inferte dai lavori di posa del metanodotto e dove fa bella mostra di se una ruspa rovesciata e miseramente abbandonata, che si spera verrà al più preso rimossa.
    Dal rifugio un comodo sentiero a mezzacosta raggiunge il visibile monumento al Redentore sulla cima di Castel Bertino, una vetta della quale non mi stancherò mai di magnificare lo splendido panorama circolare: l'azzurro del lago e il verde delle basse montagne della sponda bergamasca del Sebino; poi le mille cime delle Orobie dietro le quali, nelle belle giornate, si vedono in lontanza i ghiacciai del Monte Rosa; il massiccio dell'Adamello; la lunga catena del Monte Baldo; le vicine altre montagne della Valle Trompia con le dolomiti della Corna Blacca; e poi la pianura e, oltre, la fila degli Appennini. Un giro d'orizzonte come pochi sulle Alpi.
    Una volta riempiti gli occhi di tanta bellezza si riparte tornando al rifugio Almici, dove s'inforca un sentiero segnalato in biancorosso che scende verso Zone. Si attraversano gli ondulati prati del Giogo della Palla e si scende a Malga Casentiga. Qui s'incontra una stradina che s'infila nel bosco: al bivio successivo si tiene la sinistra e si scende lungo la fresca Val Vandul sino a raggiungere l'abitato di Zone, nei pressi del cimitero.
    Ci si porta sulla strada che scende a Marone e la si segue per un tratto sin quasi a Cislano, nei pressi dello spiazzo dove avevamo lasciato l'auto.


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